Una cintura per due
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di Andrea Colnago 3 marzo 2010 |

“Una poltrona per due” è il titolo del divertente film che se non viene trasmesso la vigilia di Natale rischia di scatenare una rivoluzione, ma nel nostro caso è meglio parlare di “una cintura per due”.
Antonio Rodrigo “Minotauro” Nogueira dopo aver battuto Mark Coleman, tutti i top fighters della sua categoria e conquistato il titolo dei pesi massimi PRIDE nel 2001, sembrava non avere più rivali tanto che in molti ipotizzavano che il suo regno sarebbe durato fino al ritiro.
Ma nel 2002 debuttò al PRIDE un fighter russo che fino ad allora si era fatto notare “solo” per aver vinto il titolo nazionale di combat sambo e l’ultimo torneo organizzato da un’ormai morente RINGS.
Fedor Emelianenko affrontò nel suo primo match il colosso olandese Semmy Schilt e subito si mise in mostra vincendo per decisione unanime con una prestazione di assoluto dominio.
Questa vittoria lo fece subito salire nei rankings della federazione e il suo match successivo contro Heath Herring avrebbe sancito lo sfidante al titolo di Big Nog.
Emelianenko arrivava da sfavorito al match contro il più quotato (sulla carta) americano, ma di nuovo stupì tutti vincendo per TKO alla prima ripresa a suon di G’n’P.
In occasione del PRIDE 25 (16/3/2003) si arriva dunque alla prima sfida tra i due. “Minotauro” è il favorito sia del pubblico che di molti esperti del settore. La sua grande abilità nella lotta a terra, la sua resistenza e le grandi vittorie (ad esempio quella con Bob Sapp del 2002) lo investivano di un’aura di imbattibilità che difficilmente avrebbe potuto essere scalfita.
In tre round Emelianenko demolì tutte le certezze del pubblico, ma soprattutto di Nogueira, dato che per l’intero match il brasiliano non riuscì a far valere i propri punti di forza, come ad esempio la guardia a terra, i quali vennero annullati dal russo con una facilità irrisoria.
Morale della favola, dopo 20 minuti di G’n’P Emelianenko conquista la cintura di campione dei pesi massimi per decisione unanime e comincia così la sua leggenda.
Le strade dei due fighters non si incrociarono per diverso tempo, ma entrambi continuarono a lottare assiduamente.
Emelianenko affrontò (e sconfisse) Kazuyuki Fujita (l’unico fighter che sia mai andato vicino a mettere KO il russo), Gary Goodridge e il pro wrestler Yuji Nagata.
Dal canto suo Nogueira sconfisse, con una decisione unanime che ancora oggi grida vendetta, l’ex campione dei massimi dell’UFC Ricco Rodriguez.
Nel novembre del 2003 essendo il campione russo infortunato alla mano (a causa dei pugni rifilati sulla testa del povero “Big Daddy”), la dirigenza del PRIDE decide di coronare un campione ad interim che lo avrebbe poi affrontato in un match di unificazione.
A sfidarsi per tale cintura “provvisoria” sono il kickboxer croato Mirko Filipovic e “Minotauro” Nogueira.
Il match ha luogo durante la finale del torneo dei pesi medi (93 kg) ed a spuntarla è il brasiliano grazie ad un armbar al secondo round dopo aver subito per i primi 10 minuti l’offensiva in piedi di Crocop.
Arriviamo così al 2004, anno in cui viene organizzato dal PRIDE un torneo per i pesi massimi che vedrà affrontarsi i migliori fighters della categoria, tra cui Nog e Fedor.
Entrambi i lottatori, neanche a farlo apposta, arrivano in finale dopo prestazioni eccezionali.
Il russo è sopravvissuto come se nulla fosse al suplex rifilatogli da Kevin Randleman, il più devastante mai visto su un ring di MMA, mentre Nog ha sottomesso Yokoi ed Herring per mezzo dell’anaconda choke (una arm triangle rovesciata) e sconfitto l’allora astro nascente delle MMA russe Sergei Kharitonov a suon di pugni (specialità in cui l’avversario eccelleva).
Il 15 agosto 2004 si ritrovano quindi sul ring per la seconda volta e questa volta in palio ci sono ben due cinture, quella di campione dei massimi e di campione del GP.
Il match durante le prime fasi mostra un Nog molto più accorto rispetto ad un anno prima, ma purtroppo a causa di un fortuito scontro tra le teste dei due fighters, il russo si ritrova con un profondo taglio sulla fronte e così l’incontro finisce in No Contest.
La sfida tra i due viene rinviata al 31 dicembre, la notte tradizionalmente più importante per le MMA nipponiche.
Questa volta Emelianenko decide di puntare sulla lotta in piedi e per tutto il primo round, a suon di pugni e ribaltamenti, riesce a dominare il brasiliano, il quale si riprende solo negli ultimi 30 secondi del round mettendo il russo con la schiena a terra.
Nei due round successivi la musica non cambia ed è Emelianenko a continuare a “condurre il gioco” grazie alla sua incredibile takedown defense e al suo pugilato che gli consentono di controllare Minotauro.
Alla fine sarà quindi Fedor a trionfare ancora una volta con una decisione
unanime che gli consentirà di essere dichiarato campione indiscusso dei pesi massimi e vincitore del GP di categoria.
Dopo questo incontro le strade dei due non si sono più incrociate, “Big Nog” è sbarcato in UFC dove è riuscito a conquistare (e poi perdere) la cintura dei pesi massimi, mentre Fedor dopo l’esperienza Affliction e la conquista del titolo WAMMA si è accasato alla Strikeforce dove, dopo un debutto “col botto” contro Brett Rogers, è in attesa di poter affrontare il campione di categoria Alistair Overeem. Alcuni rumors degli ultimi giorni però affermano che il russo stia valutando anche un eventuale match che lo vedrebbe opposto a Josh Barnett.
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