Un cuore enorme non basta ad Alessio Sakara per battere Weidman
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di Marco Bianchi 4 marzo 2011 |

Questa notte Alessio Sakara ha combattuto nel corso dell’evento “UFC on Versus 3: Sanchez vs. Kampmann”. Era un ritorno molto atteso il suo perché, a causa di un susseguirsi di episodi avversi, era assente dall’ottagono dal marzo del 2010.
Nonostante l’orario proibitivo (le 3 di notte ora italiana nel mezzo della settimana) moltissimi fan hanno seguito le gesta del proprio beniamino in diretta su Sky.
Purtroppo il nostro Legionario non ce l’ha fatta.
Va riconosciuto che questo Weidman si è dimostrato un avversario complessivamente superiore, dotato di ottime qualità lottatorie, ma che non ha avuto particolari difficoltà neanche in piedi di fronte alle grandi doti di Alessio nello striking.
Preferirei soffermarmi poco sulla sterile descrizione del match, che potete vedere tutti gratuitamente su Sky sport o negli altri modi offerti dalla rete, e di cui parleremo poi nel report della serata, per esternare alcune considerazioni generali che a questo punto della carriera del Legionario credo vadano affrontate.
Essendo uno sport relativamente giovane, le MMA sono una disciplina in rapida e costante evoluzione. Questa rapidità al momento non sembra permettere la possibilità di rimanere indietro sotto il fattore della preparazione atletica, ma soprattutto tecnica.
Abbiamo visto proprio recentemente uno, se non IL, combattente più forte di tutti i tempi, Fedor Emelianenko, venire annientato da un atleta dotato di un decimo del talento del russo, ma con una preparazione tecnica e tattica notevole.
Questo a dimostrazione che nelle MMA del 2011 la strategia, la preparazione tecnica, gli sparring partner giusti, molto spesso sono in grado di colmare il gap che prima creava il solo talento. Greg Jackson ad esempio ha fatto di questo il proprio punto di forza nella preparazione dei suoi atleti.
L’UFC è senza dubbio la più competitiva federazione mondiale di MMA esistente, dove non esistono, o quasi, fighter di basso valore e dove gli atleti preparano minuziosamente i propri match dal punto di vista motivazionale, tecnico, tattico e atletico.
L’Italia nella situazione attuale, pur avendo accademie che stanno facendo un grandissimo lavoro e che promettono molto bene per il futuro, è davvero allo stato primordiale. Uno stato che non permette ad un atleta del livello di Alessio di potersi allenare nelle MMA in patria, se non per quanto riguarda la preparazione atletica generica.
In questi mesi abbiamo avuto modo di avere notizie su Alessio riguardo alla sua preparazione. Sappiamo che è stato ad allenarsi in Olanda alla Mike’s Gym insieme a Melvin Manhoef (uno dei più devastanti striker in circolazione, ma nullo a terra) per una o due settimane, che ha svolto gran parte della preparazione a Roma e che è volato in America non più di venti giorni prima del match dove, sembrerebbe, che non si sia allenato nell’ATT dove avrebbe avuto ottimi sparring partners (comunque con troppo poco tempo a disposizione) ma in un’altra palestra.
Quest’ultima notizia va presa col beneficio del dubbio perchè non ne abbiamo certezza.
A questo punto la domanda è: un tipo di praparazione del genere paga a livello di risultati nell’organizzazione di MMA con il più alto livello di fighter al mondo?
E’ opinione comune degli addetti al settore quella che, per la preparazione di un match a questi livelli, siano necessari tre mesi. Tre mesi di cardio, tecnica, strategia e sparring.
Senza dubbio Alessio si è iniziato ad allenare con le giuste tempistiche, e l’ottimo cardio che ha mostrato ieri sera ne è la conferma, ma per lo sparring, la tecnica e la tattica, chi può essere stato in grado di aiutare il nostro Legionario qui in Italia? Una o due settimane di allenamento nella kickboxing in Olanda possono essere state d’aiuto nella preparazione di un incontro in UFC?
La posizione del nostro Legionario è assolutamente comprensibile perchè ha moglie e figli e, come è normale che sia, preferisce stare lontano il meno possibile dai suoi affetti, ma se si vuole puntare a qualcosa di grande nel professionismo non sarebbe il caso di svolgere l’intera preparazione in America dove ci sono fior fiore di sparring partners del livello necessario?
So che tutti questi quesiti potrebbero sembrare critiche nei confronti del nostro atleta, ma vi assicuro che così non è.
Per quanto mi riguarda, adoro l’Alessio atleta e ancor più l’Alessio persona, perchè ho avuto modo di incontrarlo più volte e mi è sempre sembrato una persona splendida a livello umano.
Se sono qui a pormi dei dubbi sulla sua preparazione a questo match, è perchè vorrei solo il meglio per lui e ho come l’impressione che non stia sfruttando nel modo migliore le sue grandi potenzialità. Poi nei match si vince e si perde e quello ha molta meno importanza. Ciò che conta è non mollare mai e Alessio anche questa volta ha dimostrato di avere un cuore e, lasciatemelo dire, due palle enormi per aver continuato dopo essersi rotto un piede al primo minuto ed aver sanguinato copiosamente per gran parte dell’incontro.
Come disse Paulo Coelho:
Un guerriero accetta la sconfitta. Non la tratta con indifferenza, non tenta di trasformarla in vittoria. Egli è amareggiato dal dolore della perdita, soffre all’indifferenza. Dopo aver passato tutto ciò, si lecca le ferite e ricomincia tutto di nuovo. Un guerriero sa che la guerra è fatta di molte battaglie: egli va avanti…
…e noi andremo sempre avanti con lui comunque vadano le cose.
Grazie per queste emozioni che nel bene e nel male ci regali Legionario!
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