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UFC 113: Vendetta per Rua, “Shogun” è il nuovo campione

avatar di  Roberto Riccardi
10 maggio 2010

L’Ultimate Fighting Championship torna per la terza volta a Montreal e sebbene l’evento di ieri notte non abbia riscosso i trionfi dei precedenti due, l’UFC 113 è stato ugualmente un successo con ben 17647 spettatori presenti al Montreal’s Bell Center e un incasso al botteghino pari a 3 milioni e duecentosettantamila dollari circa.

Procediamo con l’analisi dei match presenti nella pay per view di ieri notte:

Mauricio Rua vs Lyoto Machida

Il main event della serata vedeva il campione dei pesi massimi leggeri Lyoto “The Dragon” Machida e lo sfidante Mauricio “Shogun” Rua affrontarsi in un atteso rematch. I due atleti si erano già confrontati all’UFC 104 dello scorso ottobre in un incontro che aveva visto Machida uscire vincitore per Decisione Unanime, con quello che è stato uno dei verdetti più controversi degli ultimi anni.
Il sesto round di questa sfida titolata è iniziato seguendo uno schema simile a quanto visto in precedenza: Shogun ha infatti inziato la contesa colpendo la gamba anteriore del campione con alcuni low kicks e Machida ha da subito combattuto alternando la guardia e contraccando i calci di Rua con dei diretti.
Machida ha poi portato l’avversario a terra per ben due volte nel corso del primo round, fatto non visto nel primo match tra i due, ma una volta al tappeto Rua è stato subito in grado di riportare l’incontro in piedi.
Negli scambi di striking Shogun è apparso più aggressivo rispetto alla volta precedente e con una scarica di diretti stile “Chute Boxe” ha messo in difficoltà Machida; il karateka ha così colpito l’avversario con una ginocchiata al corpo e nello scambio successivo ha cercato di mettere a segno un diretto. Cercato è il termine corretto perchè l’azione di Machida è stata intercettata da un potente overhand right di Rua che ha colpito il campione alla tempia mandandolo Knock Down. Shogun ha subito approfittato della situazione assicurandosi la monta e chiudendo il match con un letale ground and pound dopo poco più di tre minuti dall’inizio del primo round.
La vicenda personale di Rua appare sempre più simile al racconto di una fiaba: Shogun dopo aver vinto il torneo Pride del 2005 veniva unanimemente considerato il miglior atleta al mondo entro i 93 kg di peso, ma un infortunio al gomito e due infotuni al ginocchio hanno interrotto drasticamente l’ascesa di questo campione verso l’olimpo delle Mixed Martial Arts. Il debutto con sconfitta contro Forrest Griffin e la non esaltante performance offerta contro Mark Coleman hanno fatto storcere il naso a molti, i quali non riconoscevano più nell’atleta di oggi il grande campione visto in Giappone.
Shogun ha però saputo mantenere la giusta concentrazione e fiducia nei propri mezzi e grazie a quest’ultima vittoria è riuscito in un colpo solo a chiudere la “Machida Era” e a conquistare la cintura UFC, riprendendosi così il posto di migliore peso massimo leggero al mondo da lui occupato fino a qualche tempo fa. Rua ha così commentato la vittoria di questo match: “Lyoto è un grande fighter. Per riuscire a sorprenderlo in quest’ultimo training camp invece di concentarmi sui calci mi sono allenato molto di più nella boxe. Fortunatamente la mia nuova startegia si è rivelata efficace.

Josh Koscheck vs Paul Daley

Nel co-main event della serata Josh Koscheck ha battuto l’inglese Paul “semtex” Daley per Decisione Unanime (30,27, 30-27, 30-27). Koscheck grazie a questa vittoria sarà il prossimo sfidante al titolo dei pesi welter detenuto da George St-Pierre in una sfida che arriverà al termine delle dodicesima stagione dell’Ultimate Fighter e che vedrà i due atleti affrontarsi anche nel ruolo di allenatori.
Koscheck ha evitato il pericoloso striking di Daley mettendo a segno numerosi takedowns nel corso dei tre round di un match dominato dall’inizio alla fine.
Oltre all’ottima performance di Koscheck, l’incontro ha però fatto registrare due episodi negativi: nel corso del primo round Koscheck ha finto di essere stato colpito da una ginocchiata irregolare di Daley e ha inscenato un infortunio che ha interrotto per alcuni minuti lo svolgimento del match. Daley è stato inizialmente penalizzato di un punto per la ginocchiata irregolare, ma dopo aver visto il replay i giudici hanno giustamente deciso di annullare la penalizzazione.
Il secondo e ben più grave episodio è arrivato al termine del match: durante gli ultimi istanti dell’incontro i due atleti hanno iniziato a litigare verbalmente e al termine del tempo regolamentare Daley ha raggiunto Koscheck, che era di spalle e stava festeggiando l’imminente vittoria, colpendolo con un gancio sinistro. Fortunatamente l’arbitro Dan Miragliotta è prontamente intervenuto a sedare la situazione che è subito tornata sotto controllo.
Il gesto antisportivo di Daley, non è per nulla piaciuto a Dana White che ha subito preso provvedimenti annunciando, nella conferenza stampa successiva al match, che l’UFC licenzierà immediatamente l’inglese:”Non mi interessa se in futuro Daley combatterà in tutti gli show del mondo diventando il miglior peso welter e venendo considerato il migliore atleta pound for pound delle MMA. Dopo un simile gesto Daley non combatterà mai più in UFC.”

Sam Stout vs Jeremy Stephens

Due atleti uniti da una carriera in UFC costellata da diversi alti e bassi si affrontavano in un match tra striker che vedeva contrapporsi la pulizia e miglior caratura tecnica di Stout alla maggiore potenza pura di Stephens.
In un match combattuto quasi completamente in piedi, la potenza di Stephens ha avuto la meglio sulla tecnica di Stout permettendo al peso leggero statunitense di vincere il match per Decisione Split (30-27, 29-28, 28-29).
Il primo round ha deciso il corso del match: in quella ripresa i potenti pugni di Stephens hanno mandato 2 volte Knock Down il canadese che ha faticato a trovare il giusto range di striking.
Nel secondo round Stout ha fatto decisamente meglio, mettendo a segno molti low kicks e un maggior numero di colpi, ma i danni maggiori li ha sempre provocati Stephens.
La terza ripresa ha visto una netta inversione di tendenza: i low kicks di Stout hanno iniziato a farsi sentire e un potente pugno al corpo ha fatto letteralmente piegare Stephens su se stesso e offerto al canadese l’opportunità di chiudere il match. L’americano ha però stretto i denti arrivando alla fine del match e ha così commentato la prestazione:”Sentivo di essere l’atleta più potente. Ma il mio avversario è stato terribile, ha ottime combinazioni e le mischia molto bene. Quel colpo al corpo faceva un male cane, ma io sono un guerriero, non mi arrendo mai.

Kevin “Kimbo Slice” Ferguson vs Matt Mitrione

Kimbo tornava a combattere in UFC dopo aver ottenuto una vittoria per Decisione Unanime contro Houston Alexander nel debutto in UFC, in quello che senza esagerare passerà alla storia come uno degli incontri più noiosi di sempre. Ad attenderlo trovava Matt Mitrione, altro atleta proveniente dalla decima stagione dello show “The Ultimate Fighter”, il quale nei match visti finora aveva fatto vedere di avere un buon mento e il pugno del ko, ma anche di avere doti tecniche tutt’altro che impressionanti.
Sulla carta un simile match making appariva scelto ad hoc per offrire alla “macchina per far soldi” Kimbo Slice un avversario abbordabile.
Quello che doveva essere un incontro in piedi tra due striker, iniza con un Kimbo aggressivo che esegue ripetuti takedown su Mitrione che una volta a terra cerca continuamente di sottomettere Slice con dei tentativi di triangolo. Il match segue questo schema fino alla fine della ripresa quando alcuni low kicks di Mitrione mandano Slice al tappeto. A fine round Kimbo appare già in debito di ossigeno. Nel secondo round Mitrione continua a colpire con dei buoni low kicks il suo avversario che esausto e dolorante si accascia a terra contro la gabbia e viene così colpito dal ground and pound, piuttosto soft a dir la verità, di Mitrione fino a quando non arriva l’arbitro a interrompere il match.
Si sapeva già prima dell’incontro, ma è d’obbligo riportare come questa sfida abbia messo in mostra 2 atleti piuttosto carenti dal punto di vista tecnico e atletico.
La carriera di Kimbo in UFC pare concludersi qui: Dana White dopo il match ha dichiarato che con ogni probabilità licenzierà l’atleta di colore.

Patrick Cote vs Alan Belcher

Cote tornava a combattere dopo un assenza di quasi 2 anni causata da un infortunio, mentre Belcher arrivava al match forte dell’ottima vittoria recentemente ottenuta ai danni di Wilson Gouveia.
Il match tra i due pesi medi inizia con un ritmo piuttosto elevato, Belcher sembra avere la meglio sulla lunga distanza grazie a degli ottimi calci medi, mentre Cote si dimostra più volte pericoloso quando accorcia la distanza e colpisce Belcher con la boxe. La schema si ripete fino a quando Cote non effettua un takedown e, dopo essersi assicurato la posizione, cerca di finalizzare l’avversario con una Kimura. Belcher è apparso in difficoltà, ma stringendo i denti è riuscito ad uscire dalla sottomissione e a ribaltare la posizione a terra ritrovandosi così in side control. Da questa posizione “The Talent” colpisce Cote con alcune gomitate in ground and pound che aprono un taglio sul sopracciglio dell’avevrsario e gli permettono di aggiudicarsi la prima ripresa.
Il secondo round presenta uno svolgimento simile al primo fino a quando Cote non prova a portare Belcher a terra con una single leg. Il canadese non riesce a concludere il takedown e si ritrova quindi a lavorare per chiudere una double leg spingendo l’avversario contro la gabbia. Da questa posizione Belcher solleva di peso l’atleta di casa scaraventandolo a terra con una powerbomb. Cote appare tramortito dalla tecnica di Belcher e permette così all’avversario di prendergli la schiena e chiudere così il match grazie ad uno strangolamento (rear naked choke). Dopo lo stop Cote si lamenta con l’arbitro dicendo di essere stato proiettato sulla nuca, tecnica irregolare, ma il replay mostra la regolarità dell’azione. Ottima prova per Belcher che dopo il match, come già successo all’UFC 107, chiede una title shot affermando: “Continuo a migliorare, in piedi posso andare testa a testa contro chiunque, Anderson Silva incluso.

Match Preliminari:

Durante l’evento in pay per view sono stati trasmessi due incontri della card preliminare:

- Tom Lawlor vs Joe Doerksen: Il primo round si combatte interamente in piedi e Lawlor arriva vicinissimo a chiudere la questione mandando Knock Down l’avversario più volte nel corso dei primi minuti. Doerksen riesce però a riprendersi e a fine ripresa Lawlor appare piuttosto affaticato. Doerksen inizia decisamente meglio la seconda frazione e su un tentativo di takedown di Lawlor riesce a prendere la schiena dell’avversario e chiudere il match con una rear naked choke.

- Marcus Davis vs Jonathan Goulet: Nei primi 5 minuti è sorprendentemente Goulet ad essere in vantaggio, dopo aver messo a segno un high kick ed essere uscito da una ghigliottina di Davis, Goulet mantiene il controllo della ripresa a terra. Nel secondo round le cose tornano alla normalità e Davis ha la meglio negli scambi in piedi fino a quando manda Knock Down l’avversario e successivamente chiude il match con il ground and pound.

- Nei match non trasmessi nella diretta televisiva, John Salter ha battuto batte Jason MacDonald per TKO (Infortunio) al primo round, Michael Guymon ha battuto Yoshiyuki Yoshida per Decisione Unanime, Joey Beltran ha battuto Tim Hague per Decisione Unanime e Johny Hendricks ha abttuto batte T.J. Grant per Decisione Maggioritaria.

A fine serata l’UFC ha emesso 4 bonus da 65000$: a Mauricio Rua per il miglior “Ko of the night“, ad Alan Belcher per la miglior “Submission of the night” e a Jeremy Stephens e Sam Stout per il miglior “Fight of the night“.

 


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