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UC MMA ”Resurrection”

di  Marco Bianchi
10 febbraio 2010

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Con una capienza di circa 2700 persone, il Troxy di Londra registra con estrema facilità il tutto esaurito per il 10° evento della ormai nota federazione inglese “Ultimate Challenge MMA” svolto questo sabato. MMA Mania.it era ovviamente presente!

Per quanto mi riguarda avevo già visto alcuni incontri delle loro serate in rete, ma trattandosi del solo incontro in sé non avevo avuto modo di valutare globalmente la qualità dell’organizzazione. Devo dire che sono rimasto piacevolmente impressionato. Personalmente ho già seguito più volte dal vivo l’Ultimate Fighting Championship (UFC 70, 85 e 100) e, quanto dirò potrà sembrare paradossale, ma le differenze qualitative a livello di organizzazione, ovviamente ci sono, ma non sono così importanti così come ci si potrebbe facilmente aspettare.
La location del Troxy è assolutamente suggestiva, non essendo un palazzetto dello sport, ma un locale molto grande ed elegante che spesso e volentieri viene utilizzato anche per organizzare feste di matrimonio. Una volta entrato, pochi metri più avanti sulla mia sinistra trovo lo stand delle interviste e l’atleta sottoposto alle domande della giornalista è Dean Amasinger. Volto noto anche a livello internazionale grazie alla sua partecipazione alla nona edizione del fortunato reality show targato UFC “The Ultimate Fighter”.

Da una porta utilizzata per la sola uscita dalla sala, si intravede uno scorcio di ottagono e un maxischermo postogli posteriormente. Un ottagono che a vista d’occhio è sicuramente di dimensioni inferiori rispetto a quello dell’Ultimate Fighting Championship, ma che sembra un po più grande rispetto a quello utilizzato dal Cage Rage (l’altra importante federazione inglese di MMA, dalle quali ceneri è nato appunto l’Ultimate Challenge).
Nell’atrio troviamo, come in tutti gli eventi che si rispettino, uno store per il merchandising e un sacco di belle ragazze impegnate nei vari ruoli, tra biglietti, vendita del programma della serata e semplice coreografia.

Una volta entrati l’atmosfera è piuttosto suggestiva. Nel ground c’è un grande spazio interamente riempito di tavoli di forma circolare nel quale le persone, oltre che seguire gli incontri possono anche usufruire del catering. Sopra a questo grande pian terreno c’è un piano rialzato, esattamente come nei maggiori cinema o teatri, nella quale io sedevo. Questa, per farvi capire un po meglio l’impostazione del piano superiore, è una ripresa 360° girata subito al mio arrivo.

 

La card prevede ben 15 incontri, di cui 14 di MMA e 1 di K-1 rules.
Senza entrare nel dettaglio dei singoli incontri, ciò che posso dire riguardo ai match preliminari, è che sono rimasto assolutamente impressionato dal livello tecnico particolarmente elevato (ovviamente rapportato alla loro esperienza agonistica) e dall’aggressività mostrata da ragazzi semi-esordienti. Atleti, per intenderci, con 1 o 2 incontri all’attivo nel proprio curriculum. Avendo visto molti atelti italiani della stessa esperienza combattere in eventi di un certo rilievo, questa è la prima differenza che mi è saltata all’occhio. Evidentemente la cultura delle MMA e le metodologie dall’allenamento utilizzate in UK sono ancora distanti dai nostri attuali livelli o magari questi atleti, seppur semi-esordienti nelle MMA, hanno comunque dei notevoli background in altre discipline da combattimento. Va comunque detto a favore dei nostri ragazzi, che le MMA nel nostro paese sono molto più giovani rispetto a quanto non siano in UK e che, seppur il livello degli esordienti appare ancora inferiore, con il breve tempo che hanno avuto a disposizione anche i nostri atleti mostrano dei notevoli margini di miglioramento.

Per il resto nella card si è visto un po di tutto. Su 14 incontri, solo 2 sono finiti per decisione e lo spettacolo non è certo mancato. Questo uno dei KO più meritevoli della serata:

Erano già un po di giorni, durante i quali nel nostro forum stavamo discutendo riguardo alle potenzialità del 26enne Karlos Vemola. Un peso massimo con un record precedente a questo match di 6-0 e con tutte vittorie nel primo round. Un’atleta che fa sicuramente della stazza e della forza bruta le sue armi vincenti che, unite ad una feroce aggressività, lo rendono un avversario duro per tutti. Ebbene Karlos non ha tradito le aspettative e qui potete vedere il video del suo incontro per intero:

Un mio amico, che era nel backstage, mi ha addirittura riferito che prima del suo match l’atleta in questione non ha nemmeno effettuato il riscaldamento necessario, sostenendo che questo lo avrebbe aiutato ad entrare nell’ottagono senza sprecare alcuna energia. Una teoria alquanto bizzarra che, per quanto curiosa, mi è sembrato giusto riportare.

Il main event della serata vedeva dunque opposti Dean Amasinger e Alberto Mina. Sicuramente un bel match, con un Mina più intraprendente, uno striking non eccezionale, ma un Brazilian Jiu Jitsu di assoluto livello. Amasinger è riuscito per 2 round a mantenere, per la maggior parte del tempo, il match in piedi e ad uscire dai tentativi fulminei di sottomissione che Mina tentava ogniqualvolta ne aveva l’occasione. Il match si è concluso però al minuto 2:17 della terza ripresa quando il giovane brasiliano della London Shootfighters è riuscito a prendere la monta del suo avversario ed a colpirlo pesantemente, costringendo quest’ultimo a porgergli la schiena. A quel punto dopo una raffica di colpi in ground and pound dalla quale Amasinger ha dimostrato di non saper uscire, l’arbitro si è visto costretto a fermare l’incontro e decretare vincitore Alberto Mina per TKO (colpi).
Un main event particolarmente sentito da parte delle due tifoserie molto accese in quanto l’uno, Amasinger, esponente del “Team Rough House” (lo stesso dei più famosi Paul Daley e Dan Hardy) di Nottingham e l’altro, Mina, proveniente dalla “London Shootfighters” appunto di Londra.
Bello nell’intervista post match quando il brasiliano ha ringraziato i suoi allievi di BJJ che in gran numero sono venuti ad acclamarlo.
Uscendo, sono furtivamente entrato nella stanza in cui gli atleti si sono riscaldati prima dei rispettivi match e, con mia sorpresa, ho trovato seduto per terra in un angolo, un semi-piangente Amasinger visibilmente distrutto nell’animo con i ragazzi del suo team a cercare di tirarlo su di morale, ma senza grandi esiti. Per quanto triste, comunque una scena molto bella che dimostra con quanto cuore questi ragazzi affrontino i loro impegni sportivi.

Un gran bell’evento dunque che ci ha regalato anche una bella sopresa nel finale. Sorpresa che lascio vedere a voi stessi nel video sottostante.
Alla prossima!