Strikeforce: Lawal, Melendez e Shields vincono meritatamente
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di Roberto Riccardi 19 aprile 2010 |

La prima visita della Strikeforce a Nashvile, Tennessee, proponeva una card di tutto rispetto.
I circa 8200 spettatori presenti sabato sera alla Bridgestone Arena hanno infatti potuto assistere a ben 3 match titolati che hanno regalato alcune sorprese ai fans di mixed martial arts di tutto il globo.
L’evento “Strikeforce:Nashville”, il secondo appuntamento Strikeforce ad andare in onda sul popolare canale televisivo americano CBS, ha tuttavia avuto un seguito minore rispetto al precedente, si parla di un calo degli ascolti di circa il 30%.
In pochi si aspettavo una simile diminuzione negli ascolti, sicuramente non la dirigenza Strikeforce, per un evento che sulla carta si presentava come uno dei migliori dell’anno e che, a mio avviso, avrebbe meritato un maggior seguito tra il pubblico.
Procediamo con l’analisi dei tre match titolati andati in onda durante la diretta televisiva:
Gegard Mousasi vs Mohammed “King Mo” Lawal
Questo match avrebbe secondo molti dovuto consacrare la stella dell’astro nascente Mousasi, ma purtroppo per il fighter di origine armena le cose sono andate diversamente.
King Mo ha infatti vinto con merito l’incontro per Decisione Unanime.
Mousasi non ha mai avuto una takedown defense formidabile, per questo motivo un atleta con ottime credenziali nel wrestling come Lawal era visto come un avversario scomodo per l’ex atleta della DREAM, tuttavia si riteneva che il vantaggio nello striking e la buona tecnica nel grappling schiena a terra avrebbero permesso al fighter armeno di sopperire a questa lacuna.
Lawal è riuscito a portare a terra Mousasi con facilità per tutta la durata del match: nei primi due round l’atleta di colore ha però subito l’offensiva dell’avversario, che anche se si trovava schiena a terra ha inflitto molti danni a King Mo che già dopo il primo round dava segni di cedimento dal punto di vista del cardio, tanto che si poteva ipotizzare che Mousasi sarebbe stato in grado di chiudere il match nel corso della terza ripresa.
L’inizio del terzo round ha però cambiato gli equilibri in gioco: Mousasi è apparso notevolmente affaticato, mentre Lawal ha continuato a portare a terra l’avversario colpendolo con un continuo ground and pound, piuttosto “soft” a dir la verità, per i rimanenti 15 minuti dell’incontro.
Mousasi rimane un fighter di talento, ma questo incontro è stato la conferma di quanto certi atleti vengano a volte sopravvalutati da alcuni addetti ai lavori.
Lo stesso errore non bisogna commetterlo con Lawal: King Mo è un fighter promettente ed ha un ottimo wrestling, ma in questo match ha fatto vedere i suoi limiti a terra, in 25 minuti nella guardia di Mousasi non è quasi mai stato in grado di passarla, e anche il suo cardio non è apparso eccezionale.
Cionostante la prova di Lawal resta più che positiva, alla prima chance titolata contro un avversario difficile, King Mo è riuscito a conquistare il titolo dei pesi massimi leggeri.
Gilbert Melendez vs Shinya Aoki
Il match per il titolo dei pesi leggeri Strikeforce vedeva il campione Gilbert Melendez opposto al campione della DREAM Shinya Aoki.
Melendez ha letteralmente demolito il fighter giapponese aggiudicandosi tutte e 5 le riprese del match e conquistando così una sacrosanta vittoria per Decisione Unanime.
Aoki, che nei giorni precedenti aveva annunciato di non essersi allenato in una gabbia in preparazione a questo match, ha fatto vedere tutti i propri limiti di atleta. Il nipponico è un ottimo grappler ma il suo striking, anche se migliore rispetto a quello mostrato agli inizi, è ancora troppo rudimentale per tenere testa ai migliori pesi leggeri del mondo. L’atleta si è reso conto di quanto accaduto nell’incontro e ha così parlato dopo il match: “Il risultato dell’incontro si commenta da solo. Gilbert mi è stato nettamente superiore, adesso non vedo l’ora di tornare ad allenarmi per migliorare e spero che i miei miglioramenti in futuro spingano Melendez a volermi affrontare una seconda volta, questa volta magari in Giappone“.
Melendez ha infatti offerto una prestazione perfetta, infliggendo ripetutamente danni all’avversario nelle fasi di striking e tenendo botta a terra, dove la maggiore forza fisica dell’atleta Strikeforce è riuscita a neutralizzare il vantaggio tecnico di Aoki nel grappling.
Al campione è stato chiesto se dopo aver ottenuto questa vittoria si considerava il miglior peso leggero al mondo e Melendez ha così risposto:”Contro Thomson sapevo che mi aspettava una guerra e ho dato tutto me stesso senza troppi pensieri. Questo match è stato differente, molto più simile ad una partita a scacchi, non potevo permettermi alcun errore altrimenti sapevo che sarei stato punito. Non so se sono il migliore peso leggero al mondo, ma dopo questa vittoria credo che sia per me legittimo venire considerato uno dei migliori 3 “.
Dan Henderson vs Jake Shields
Il main event della serata prevedeva un match tra il campione dei pesi medi Jake Shields e il neo arrivato in Strikeforce Dan Henderson.
Henderson, che secondo alcune indiscrezioni ha incontrato più difficoltà del previsto per arrivare a fare il peso (si rumoreggia di una perdita di circa 18 libbre il giorno della cerimonia), arrivava da favorito al match e ha iniziato fortissimo la contesa.
Nel primo round Hendo è infatti riuscito più volte a mandare Knock Down il campione ed è arrivato ad un soffio dal chiudere l’incontro.
La seconda ripresa ha però cambiato il corso della sfida: Henderson si è trovato a terra con il suo avversario e, mentre si trovava in una posizione vantaggiosa, ha cercato uno strangolamento su Shields che è però stato in grado di difendersi finendo così nella guardia dell’ex campione del PRIDE.
Come è noto i lottatori non sono a proprio agio schiena a terra, difatti Shields è subito stato in grado di passare la guardia dell’ex UFC e, dopo aver conquistato la monta, ha colpito ripetutamente Henderson con il ground and pound fino al termine del round.
La seconda ripresa ha lasciato il suo marchio su Henderson che da li in avanti non è più sembrato quello dell’inizio ed è parso avere notevoli problemi di cardio. Gli ultimi 3 round hanno visto un dominio totale di Shields che ha ripetutamente portato a terra l’avversario conquistando posizioni vantaggiose come il side control e la monta per i restanti 15 minuti del match.
Jake Shields, vincendo per Decisione Unanime, si conferma campione dei pesi medi Strikeforce.
Purtroppo al termine dell’incontro si è verificato un episodio a dir poco disdicevole.
Durante l’intervista post match a Jake Shields, Jason “Mayhem” Miller si è introdotto nella gabbia e dopo essersi avvicinato con una spallata provocatoria a Shields, ha interrotto la dichiarazione di quest’ultimo invocando un rematch (Shields aveva infatti battuto Miller nel precedente show Strikeforce andato in onda sulla CBS) tanto insensato, Scott Coker aveva poco prima annunciato un possibile match tra Miller e Robbie Lawler, quanto fuoriluogo.
Gilbert Melendez, compagno di team di Shields, ha allontanato con una spinta Miller, il quale ha risposto contraccambiando il gesto e da li è iniziata una rissa che ha visto il team Cesar Gracie di Jake Shields assalire in gruppo Mayhem con pugni e calci per circa un minuto, fino a quando gli ufficiali Strikeforce non sono riusciti a sedare il tafferuglio.
Imbarazzo tra i commentatori che dopo aver cercato di richiamare all’ordine gli atleti hanno mandato un lungo stacco pubblicitario.
Le liti negli sport (in tutti gli sport, basta guardare a simili episodi accaduti nel calcio, basket, baseball, etc.) esistono e probabilmente esisteranno sempre, ma in una disciplina come le Mixed Martial Arts, da sempre oggetto di critiche da parte dei benpensanti, sarebbe saggio cercare di evitare certi spettacoli che rallentano il processo di accettazione delle MMA come vera e propria disciplina sportiva. A maggior ragione quando lo show è in diretta nazionale e ci sono milioni di telespettatori davanti alla tv.
Le colpe dell’accaduto sono da dividere tra tutti i partecipanti, ma una cosa è certa: Mayhem non doveva essere all’interno della gabbia, come confermato dallo stesso Scott Coker, e il suo atteggiamento è stato fortemente provocatorio. Gilbert Melendez si è così espresso sulla vicenda :” Forse abbiamo esagerato, ma Jake (Shields) aveva appena battuto una leggenda vivente delle MMA con quella che è stata forse la vittoria più importante della sua carriera. Quello era il suo momento, Miller non doveva essere li e non doveva rubare il momento di gloria a Shields “.
Il presidente Strikeforce Scott Coker ha annunciato che riguarderà con attenzione i video dell’accaduto e prenderà dei provvedimenti a riguardo, ma la mia speranza personale è che Mayhem abbia imparato la lezione e che la prossima volta, invece di disturbare un atleta che ha appena combattuto un match per il titolo, risparmi le manie di protagonismo per il suo show televisivo “Bully Beatdown”.
Quella è senz’altro una sede più adatta per certe evitabili scenette.
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