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Split Decision n.1: Fedor non è imbattibile!



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Dopo la prima settimana in cui ho fatto un po’ di riscaldamento mettendo un po’ di puntini sulle i riguardo il ritiro (temporaneo?) di Quinton “Rampage” Jackson dal mondo delle MMA, è venuto ora il momento di iniziare a fare sul serio con questo primo vero numero di “Split Decision”. Sono qua per dividere le opinioni e quindi mi aspetto che sul forum siate numerosi ad esprimere la vostra opinione. Quale argomento migliore per scaldare gli animi che dimostrarvi che Fedor Emilanenko non é quell’incontrastato imperatore delle MMA che si vorrebbe far credere.

E’ un dato di fatto che il suo record di 30 vittorie (16 per sottomissione, 7 per Knock Out e 7 ai punti), una sconfitta (stop medico per ferita) poi vendicata e un no contest (per testata accidentale), é assolutamente invidiabile, ma da qui a credere che sia il miglior fighter “pound4pound” al mondo, o addirittura imbattibile, come sostengono molti suoi fan, ce ne passa.
Fedor non é un bluff ma nemmeno un atleta perfetto dalla carriera incontestabile.
E’ Fedor il miglior fighter dei pesi massimi in circolazione? Stando alle statistiche sì. E’ il più dominante campione dei massimi nella storia recente delle MMA? Per ora sì. E’ il miglior fighter pound4pound in assoluto? Non ne sarei così sicuro. Può Fedor essere battuto da un fighter molto meno esperto e per ora monodimensionale come Brett Rogers? Certo che é possibile! Volete sapere perché? Seguitemi…
La carriera di Fedor Emilianenko è decollata il 16 Marzo 2003 con la sconfitta dell’allora campione del mondo dei pesi massimi PRIDE in carica, Antonio Rodrigo Nogueira. Prima di allora era largamente considerato un fighter valido ma tutto sommato nella norma. I quasi due anni trascorsi nel RINGS erano andati a gonfie vele ma gli unici grandi nomi che battè tra il 2000 e il 2002 furono Arona e Sobral e in entrambe i casi le vittorie giunsero, senza troppi fuochi d’artificio, per decisione unanime (e nel caso di Arona la “split decision” sarebbe stata perlomeno più appropriata). Dopo due soli match nel PRIDE, tutt’altro che impressionanti (contro Sammy Schilt e Heat Herring), Fedor ottenne il già menzionato incontro per il titolo contro “Minotauro” Nogueira: Emilianenko vinse per decisione unanime dimostrando così di essere un ottimo fighter contro il numero uno al mondo in quel momento. Da questo punto in avanti il management di Fedor iniziò ad imporre le proprie decisioni nei confronti della dirigenza del PRIDE e gli incontri successivi vennero scelti con una “certa cura”: non è un caso che negli anni successivi Fedor incontrò un signor nessuno (tale Valavicius Egidijus fuori dal Pride in Lituania), alcuni pro-wrestler (Kazuyuki Fujita, Yuji Nagata, Naoya Ogawa), un Marc Coleman e un Kevin Randleman già molto distanti dai picchi della rispettive carriere, vistosi “underdog” (Gary Goodridge, Zuluzinho) e vendicò la famigerata sconfitta per “taglio” contro il modesto Tsuyoshi Kohsaka. Gl unici avversari davvero temibili li sconfisse solamente ai punti: Nogueira e “Cro Cop”. Il match con “Cro Cop” venne più volte rimandato per vari infortuni alla mano del russo mentre “Big Nog”, essendo principalmente un grappler molto tecnico con moderata potenza fisica e di striking, si rivelò stilisticamente l’avversario ideale per esaltare la tecnica di base “Sambo” di Fedor. Successivamente “lo Zar del PRIDE” affrontò con successo Mark Hunt per sottomissione, ma non dimentichiamo che il kickboxer samoano provò a sottometterlo per ben due volte e finì anche in side control. Il post PRIDE é storia recente. Misteriosamente il suo management non riesce (o non vuole?) a trovare alcun accordo con l’UFC – dove tutti i migliori fighter al mondo hanno interesse ad accasarsi – e preferisce conservare “politicamente” la sua aurea di migliore al mondo con incontri da baraccone e di basso profilo in organizzazioni minori. Nel discutibile BodogFight, contro un Matt Lindland decisamente più leggero, gioca sporco aggrappandosi ripetutamente alle corde per evitare i takedown dell’americano; all’evento Yarennoka! sottomette agevolmente il gigante buono Hong Man Choi, fighter che non può essere considerato un avversario temibile nemmeno per un qualsiasi massimo dell’undercard UFC; nell’Affliction dà lezione di stile agli ex campioni UFC Tim Sylvia e Andrei Arloski, entrambi nella peggiore fase delle rispettive carriere. E veniamo finalmente al presente con un “The Last Emperor” che ancora una volta, consigliato dall’inseparabile manager Vadim Finkelstein, preferisce continuare ad imporre la co-promozione sotto la discutibile organizzazione M-1 Global alla Strikeforce piuttosto che confrontarsi con la divisione pesi massimi dell’UFC e quindi affrontare gente come Lesnar, Carwin, Velasquez, Nogueira, Mir, Dos Santos, Gonzaga. Nella divisione pesi massimi della Strikeforce invece, una volta superato Rogers, potrebbe plausibilmente incontrare Werdum, Overeem e poi? E poi si dovrebbe iniziare a scavare magari sperando in un riciclo dello squalificato Barnett o nell’arrivo del pro-wrestler Bobby Lashley. Senza ombra di dubbio se Kimbo Slice non fosse approdato all’UFC Fedor sarebbe stato più che felice di affrontarlo!
Ma Emilianenko e i suoi Red Devils questa volta potrebbero anche aver fatto male i conti e Brett Rogers potrebbe rivelarsi avversario molto più ostico del previsto. Una eventuale sconfitta di Emilianenko metterebbe a serio rischio la sua “Legacy” di imperatore delle MMA.
Eccoci quindi, tra serio e faceto, alla conclusione di questa “Split decision” e alle 10 buone ragioni per cui Brett Rogers potrebbe sconfiggere Fedor Emilanenko:
1. Rogers ha dichiarato di non conoscere bene la carriera di Fedor e non ha quindi sviluppato alcun timore reverenziale come altri fighter che lo hanno preceduto. Mentalmente sarà un buon punto a suo favore.
2. Rogers è uno striker quadrato e temibile, con un buon background di pugilato e muay thai che non prende molti rischi. Tutti abbiamo visto quanto Fedor fosse in difficoltà con il buono ma non eccelso striking di Arloski, fino a quando il bielorusso non ha deciso di sferrare quell’avventato e sciagurato “flying knee”.
3. Rogers ha messo KO Arloski in 22 secondi, Fedor in 3 minuti e 14 secondi!
4. Rogers avrà il pubblico U.S.A. sfacciatamente a suo favore mentre Fedor sarà il russo cattivo. Certe abitudini gli americani non le perdono mai.
5. Rogers è imbattuto, Fedor no. Facciamocene una ragione.
6. Emilianenko si è sposato di recente: non è mai un buon segno per un fighter sposarsi prima di un incontro importate.
7. Nelle ultime uscite pubbliche Fedor è sembrato fisicamente fuori forma, anche per i suoi (discutibili) standard.
8. Rogers ha fame di vittoria e vuole dare una svolta alla sua vita.
9. Rogers è più pesante, più giovane, più alto e ha un allungo decisamente maggiore.
10. Rogers ha più esperienza in gabbia di Fedor. Quando é stata l’ultima volta che Fedor ha combattuto in una gabbia?

Alex de Lauri
30 ottobre 2009

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