“MMA Café” con Tazio e Michele di MMA Italy
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di Andrea Milano 28 ottobre 2009 |

Un tipo entra, ordina un caffè e ti fa’ la domanda che non ti aspetti: “Cos’ha fatto Serati?”… ma questo è MMA Café e qui per fortuna queste cose succedono…
Scuoto la testa. Le notizie da Panama non arrivano con tanta facilità e anche la ricerca su Google non da’ gli esiti sperati. Da un tavolino si alza una voce che dice: “Ha vinto per GnP” e l’amico seduto con lui: “Binda ha vinto per KO e Piran per sottomissione con una mataleao”… “Ognuno ha vinto con la sua specialità” conclude il primo.
Sono discorsi da fantascienza… ma ad MMA Café sono la normalità…
Dato che gli avventori danno l’idea di essere gente che di MMA ci capisce abbastanza, vale la pena approfondire la conoscenza. I due sono Tazio e Michele di MMA-Italy. Tanto per capirci i primi a proporre le MMA-light in Italia con ottimi risultati.
Fatte queste premesse mi viene spontanea una domanda: “ma voi che siete dentro al mondo delle MMA italiane, avete visto un cambiamento dell’opinione pubblica nei confronti delle MMA?”. Tazio risponde subito: “No, c’è ancora molta ignoranza. Se chiedi in giro cosa sono le MMA la maggior parte ti risponderanno che è quella cosa che parte in piedi come la kickboxing e poi diventa una rissa da strada a terra”. Michele sorride: “Questo perché sono percepite esclusivamente come violenza, ma qualcuno sta iniziando a capire che c’è anche molta tecnica” e ancora Tazio: “Siamo anni luce da posti come Stati Uniti o Inghilterra, ma è tutta questione di mentalità”. A questo punto mi vengono in mente le parole del buon Dana e chiedo: “ Ma allora quando Dana White dice che tra 10 anni le MMA saranno lo sport più seguito del pianeta si sbaglia?” stavolta è Michele a rispondere: “Torniamo sempre al discorso di prima. Ci si arriverà solo quando la gente si renderà conto che non è solo violenza. Comunque credo di si…” e Tazio incalza: “E’ probabile che rimarrà l’unico sport da combattimento praticato a livello globale”. Decido allora di spararla grossa: “Allora un domani vedremo le MMA alle Olimpiadi?”, Tazio ride e commenta: “Se mai ci arriverà sarà uno sport totalmente diverso da ciò che è ora”. Beh.. vista la risposta direi che per oggi la mia stupidaggine l’ho detta.
Inizio a sfogliare la copia di MMA Unlimited che c’è sul tavolino e arrivo alla pagina dei ranking: 5 categorie su 6 sono dominate da fighters made in UFC. Rimangono i massimi che vedono Fedor sul gradino più alto: “Ma ci andrà mai in UFC?” chiedo, Tazio è perplesso mentre Michele è sicuro: “Si, ma se ci va perde!”. Io non devo aver fatto una bella faccia, ma voglio essere sicuro di aver capito bene: “Perde… da Lesnar?” e stavolta è Tazio ad essere sicuro: “Lesnar resterà campione ancora per un bel po’. Lo vedo in continuo miglioramento”… “L’unico che potrebbe impensierirlo ora come ora è Mir, anche se nell’ultimo match ne ha prese davvero tante” conclude Michele, “Poi c’è sempre Anderson Silva. Vuole combattere nei pesi massimi..” “vorrà dimostrare di essere il miglior fighter Pound4pound…” ribatto io. Michele mi ferma subito: “NO! lui E’ il migliore…”, ma Tazio non sembra essere d’accordo: “ più che altro vuole evitare che George St. Pierre salga di categoria!” e quì scoppia la risata generale.
La conversazione trascorre piacevolmente e quando sullo schermo vediamo scorrere degli highlights di Sakara chiedo: “Come avete visto il suo ultimo match? Il verdetto è stato abbastanza discusso…” Michele dice la sua: “E’ stato il classico striker contro grappler. Bravo Sakara a non farsi portare a terra e bravo Leites a non farsi mettere KO. Giusta la vittoria di Sakara, ma anche la vittoria di Leites non sarebbe stata scandalosa”. Capendo che nessuno dei due è stato entusiasmato dall’incontro allora chiedo: “Ma il miglior incontro che abbiate mai visto?”. Tazio pensa un po’ e poi dice: “Couture vs Sylvia. Randy ha dato l’anima per 5 round e poi giustamente ha vinto il titolo”, mentre Michele è già sicuro: “Sobral vs… come si chiamava… quello quando ha praticamente addormentato l’avversario”, e io scoppio a ridere: “E’ vero… mi ricordo che ha detto che voleva chiudergli la bocca per sempre”, “Il bello di quell’incontro è stato che tutti e due sono entrati nella gabbia consapevoli di dover fare la guerra” conclude Michele. Da qui a chiedere quale sia il loro dream match il passo è molto breve ed entrambi hanno le idee chiare. Tazio: “Fedor Emelianenko vs. Randy Couture o Anderson Silva vs George St. Pierre” mentre Michele va sul classico: “Rickson Gracie vs. Fedor Emelianenko. Ormai è impossibile, ma sarebbe stato veramente un bello scontro.”
Continuando a sfogliare la rivista di prima vedo un servizio su Cain Velasquez e chiedo la loro opinione: “Secondo me lui è il vero talento emergente in questo momento. Cosa ne pensate?” Tazio è d’accordo: “Si anche secondo me, sta venendo su molto bene. Mi piace molto”. “ Tu Michele?” chiedo, “Io preferisco Demian Maia… anche dopo l’ultima sconfitta” risponde lui. Noto che comunque tutti i nostri discorsi ruotano intorno all’UFC e provo a cambiare rotta: “Dream e Strikeforce vogliono unificare i loro titoli. Credete che con un prodotto del genere il monopolio dell’UFC sia in pericolo?”. Tazio mi risponde con una domanda: “Se tu dovessi comprare un dvd cosa sceglieresti: UFC, DREAM o StrikeForce?”. Io senza pensarci dico UFC. “Vedi che ti sei risposto da solo” mi risponde lui, e Michele aggiunge: “L’UFC rimarrà sempre…”. Sembra scontato chiedere loro quale regolamento preferiscono tra Unified Rules e le vecchie Pride rules, ma la risposta non lo è altrettanto. A Michele si illuminano gli occhi: “Io amo il PRIDE”. Tazio invece porta il discorso sulla parte tecnica: “Se ci pensi bene i gomiti servono solo a tagliare. E’ un colpo assolutamente privo di spettacolarità, e dimmi.. quanti KO hai visto fare di gomiti nelle MMA?”. “Praticamente nessuno” rispondo io. “E allora vedi che non sono così importanti. Anzi, eliminandoli specialmente nel combattimento a terra permetteresti ai fighters di essere più liberi e di interpretare diversamente alcune situazioni.” conclude lui.
Man mano che si prosegue nella conversazione divento sempre più curioso di sapere come la pensano su determinati argomenti di mio interesse: “Cosa ne pensate del cut-weight esasperato che avviene tra i pro? va considerato come una specie di doping?” chiedo, ed il primo a rispondere è Michele: “No, lo facessero solo in pochi si, ma visto che lo fanno tutti…”, “Anche perché farlo o no risiede esclusivamente nella scelta dell’atleta” continuo io, e Tazio: “Certo, e poi soprattutto non si prendono sostanze per farlo”, “Semplicemente è un metodo di dimagrimento. Esistono libri che te lo spiegano e devi farlo sotto la supervisione di persone competenti” conclude Michele.
“Avete sentito che l’UFC sta pensando di ridurre le dimensioni della gabbia?” chiedo ancora, dalla faccia che fanno entrambi sono contrari, ma Tazio ci tiene a precisare: “La cosa non agevola per niente i lottatori, io mi sono allenato in Tailandia. Era larga 8 metri ed io ero sempre con la schiena contro la gabbia!”. Decido di fare la fatidica domanda: “Gabbia o ring per le MMA?”, Tazio dice subito gabbia mentre Michele ci tiene precisare: “non sopporto quando nel ring i lottatori vengono interrotti a riportati al centro, però preferisco la gabbia con i bordi rialzati”, “Rialzati? E com’è?” chiedo stupito. Michele puntualizza: “Quando sei vicino al bordo il fondo è leggermente inclinato. Per il lavoro in piedi degli striker non cambia nulla, mentre quando sei a terra tende a riportarti verso il centro… per i lottatori è una figata. Sai com’è.. ognuno tira l’acqua al suo mulino” e poi si lascia andare in una risata.
Di tempo ormai ne è passato parecchio ed entrambi i miei interlocutori sono pronti a ripartire verso la loro destinazione, ma c’è tempo per un’ultima domanda: “Chi è il miglior fighter di sempre?”. Michele quasi non mi fa’ finire la domanda: “Rickson Gracie tutta la vita, senza dubbio…” “..e tu Tazio?”, “Se parliamo di tutti i tempi sono d’accordo” risponde l’amico.
E’ arrivata l’ora dei saluti anche se con loro si sarebbe potuto andare avanti per ore. Stanno per uscire quando Michele mi chiede: “Salutami l’Emilia…”. Annuisco e rispondo che può considerarlo come cosa fatta.
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