Intervista a Gianfranco Delli Paoli
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di Fabrizio Forconi 16 febbraio 2010 |
Abbiamo avuto modo di incontrare il Maestro Gianfranco Delli Paoli e ne abbiamo approfittato per potergli fare alcune domande sulla sua storia, sul BJJ, sulle MMA. Questo quanto ne è uscito..
Ciao Maestro Gianfranco, è un onore poterti intervistare! E’ risaputo che il tuo nome è sinonimo di Brazilian Jiu Jitsu, soprattutto a Roma. Ci illustri il tuo percorso marziale?
Ti ringrazio del complimento, tuttavia la realtà è ben diversa. Mi accontento di dirigere un gruppo di praticanti con i quali condivido esperienze, sudore e passione per questa disciplina.
Ho iniziato nel 1980 col Karate passando poi al Kali e al JKD, e proprio tramite quest’ultimo ebbi l’opportunità di conoscere il Jiu Jitsu brasiliano. Mi ha sempre attirato la pratica e la conoscenza di diverse discipline marziali così, anche se rimasi fedele al karate fino al ’92, spesso mi iscrivevo in altre palestre per conoscere un nuovo stile, anche se questo in passato ciò veniva considerato come una mancanza di rispetto verso l’insegnante.
Conobbi i primi rudimenti del BJJ verso il 1996/97 tramite i maestri di JKD provenienti dagli Stati Uniti. All’inizio si formò anche un buon gruppo di praticanti ma dopo un’iniziale entusiasmo sparirono del tutto trovandosi di fronte un prodotto destinato ad una utenza ben diversa. Poi conobbi Robin Gracie, membro della leggendaria famiglia Gracie ad un seminario a Roma, credo sia stato nel 97 e non avendo possibilità di allenarmi in Italia decisi di recarmi da lui insieme a Filippo Stabile, ora cintura nera di questo stile, per studiare il BJJ. Fu proprio Stabile a organizzare dei seminari a Livorno prima con Robin poi con suo fratello Rolker, un successivo stage lo organizzai nel ’99 a Napoli. Li Robin e Stabile portarono il Gracie Jiu Jitsu per la prima volta a sud della penisola. Effettuai il mio ultimo viaggio in Spagna nel 2000, perché da li a poco anche qui qualcosa stava per cambiare.
In Italia sono solo pochi anni che abbiamo scoperto il BJJ, ma ancora non siamo arrivati ai livelli di diffusione del “fratello” Judo. Credi che sia perché il BJJ sia un arte molto ostica e, attualmente sempre in italia, avvicinabile solo dopo l’adolescenza, o semplicemente perché manca un canale di comunicazione importante?
Beh, diversi anni fa c’era una disinformazione totale. Ricordo che non esistevano accenni sulle riviste del settore tanto da pensare ad un boicottaggio visto che l’unica allora rivista non ne faceva cenno e cosi nemmeno un accenno al vale tudo allora al BJJ correlato.
Oggi, almeno, chi desidera praticare questo stile già ne conosce le caratteristiche e spesso proviene da altra arte marziale, ma tale conoscenza si è evoluta solo tramite la rete-internet e davvero ben poco è “arrivato” dagli scarsi lavori editoriali.
Il BJJ è praticabile da tutti anche se è vero che si presenta con un approccio non facile e speso davanti alle prime difficoltà alcuni si arrendono e preferiscono dirottarsi altrove, ma superata la crisi iniziale non ci si ferma più. Certo, occorre costanza ed una buona dose di intelligenza per praticare questo stile che ben mette a dura prova le qualità emotive e fisiche del praticante. Fortunatamente ci sono diverse scuole/gruppi a Roma e in tutte si può praticare in un ambiente sereno con degli istruttori preparati e all’altezza della situazione.
Personalmente, non credo che la notorietà del Judo sia dovuta al fatto che tale stile sia meno impegnativo del BJJ.
Come abbiamo detto il BJJ e il Judo sono due arti imparentate e, se vogliamo, complementari. Ciononostante si sentono spesso commenti poco cordiali da una parte e dall’altra. Tu cosa ne pensi?
Personalmente non ho mai sentito di questi commenti. Parlar male è una cosa che riguarda settori dove ci si allena poco e si ha tempo per farlo e non riguarda certo il Judo. Ripeto, non vedo ostilità fra i due settori che possono vantare la stessa origine. Presentano entrambe molte affinità ed anche se hanno preso strade diverse e oggi è facile veder praticanti di JJ che allenanno entrambe le specialità.
Il tuo percorso ti fa incontrare e, per un periodo, collaborare con due dei nomi piu conosciuti nel BJJ e nelle MMA: rispettivamente, Federico Tisi e Alessio Sakara. Ci dici come è nata e come, e se, si è conclusa la vostra collaborazione?
All’inizio Federico provò a diffondere ciò che aveva imparato dai fratelli Vacirca, insegnandolo in varie palestre della capitale. Mentre io avevo iniziato con degli amici a mettere in pratica ciò che mi insegnavano Robin e Filippo (Stabile). Conobbi Federico ad una delle prime gare organizzate e la collaborazione nacque per unire le forze per l’organizzazione di un seminario con Leo Negao dell’Alliance. Fu proprio questo seminario a provocare la rottura del suo rapporto col suo allora insegnante.
Mentre Alessio fece la sua apparizione un sera mentre insegnavo all’Otzuka Club, una palestra sempre nella capitale. Fu proprio lui dopo qualche giorno a parlarmi di Almeida, un brasiliano conosciuto in un locale. Ne approfittai per portarlo in palestra e da li riconoscendone la bravura iniziai a studiare da lui. Ne parlai con Tisi e anche lui iniziò ad allenarsi con Almeida nella sua palestra. Si iniziò a respirare aria nuova nel Jiu-Jitsu anche perchè il numero dei praticanti iniziava ad aumentare. Sulla rottura del rapporto con Federico hanno influito diversi fattori di cui alcuni ancora poco chiari. Tutto è successo molto in fretta, ma è qualcosa di cui non mi va di parlare, la vedo una cosa che riguarda solo noi due. Di Federico ho dei buoni ricordi sia di lui che dell’ambiente dell’epoca quando ci si allenava tutti insieme. Niente da invidiare alle palestre brasiliane. Spesso trovavi sul tatami un maestro famoso, così nella vecchia sede si sono alternati nomi come Carlos Lemos Jr., Amaury Bitetti, Victor “Shaolin” Ribeiro, Francisco Mansur, Minotauro e Minotoro, e questi sono solo alcuni di quelli che venivano a trovarci. Col tempo il discreto gruppo di praticanti è cresciuto e ora Tisi può vantarsi di essere riuscito a creare la struttura più grande di BJJ in Italia. E’ palese che è anche merito suo se il BJJ in Italia vanta un così alto numero di praticanti. Mentre per Alessio ormai si è detto tutto, non posso dire altro che sono davvero contento vederlo dov’è arrivato perché nonostante abbia attraversato periodi difficili, è riuscito a raggiungere il sogno dell’UFC, e ora si dedica professionalmente alle MMA tanto da far parte dell’ATT, uno dei team più prestigiosi al mondo, e si sta anche impegnando per diffondere le corrette metodiche di allenamento delle MMA.
Da poco è nata la federazione italiana grappling, con un’organizzazione, da subito, molto importante, della quale tu sei arbitro. Cosa ci puoi dire sul livello medio dei partecipanti e sullo sviluppo di questo movimento a livello nazionale?
La FIGR ha riunito gruppi di praticanti sparsi per il territorio italiano. Il primo campionato è stato un grande successo nonostante il periodo in cui si è disputato. La Federazione ha solide basi e può vantarsi di avere come presidente un grande tecnico e atleta, tale Saverio Longo, che non ama vantarsi di essere stato il primo in Italia a effettuare quei viaggi-studi agli inizi degli anni ’90 per allenarsi quando qui si ignorava anche l’esistenza del BJJ.
Secondo te è auspicabile una federazione italiana di BJJ? Soprattutto in base al livello attuale di preparazione
Secondo me lo è, anzi è auspicabile. Tuttavia, bisognerebbe conoscere i motivi per i quali colui che ha le carte in regola per farlo, non muove nessun passo, non so se il problema consiste solo nel riuscire a metter d’accordo tutti gli istruttori italiani o se alla base ci possono essere altre motivazioni.
So che segui con una certa frequenza la UFC, quali sono i tuoi atleti preferiti?
Si, seguo l’UFC ed altri eventi. Spesso rivedo gli incontri storici, quelli in cui ci si appassionava nel veder fronteggiare i diversi stili di arti marziali. Bei tempi! Per quanto riguarda i fighters preferisco non esprimermi. Il panorama è molto vasto e di atleti in gamba ce ne sono davvero molti.
Per i pochi che ancora non conoscono dove e quando potersi venire ad allenare da te, puoi darci i tuoi contatti?
Insegno all’Alter Ego, a via dei Fulvi 38. Tutti sono i benvenuti. Ho cercato di creare un ambiente sano, piacevole, soprattutto di non-esaltati, dove regna solo la passione della pratica. Abbiamo anche un sito www.fightontheground.it
Ti ringrazio ancora per averci concesso questa chiacchierata, e spero vivamente di ritrovarti presto, sia nel forum che sul nostro sito.
Un inchino marziale Maestro Delli Paoli.
Grazie a voi e al tempo che mi avete dedicato. Un saluto ai ragazzi di MMA Mania.it
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