Conosciamo meglio.. Fedor Emelianenko

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Negli Stati Uniti lo stanno promuovendo come “The Baddest Man on the Planet”, ma la scelta di questo appellativo non è tra le più felici. Definire Fedor Emelianenko “L’uomo più cattivo del pianeta” non è propriamente corretto… Fedor è il più forte e dominante peso massimo nella storia delle MMA. Quando combatte è così calmo e concentrato che in molti lo chiamano “Cyborg”… questo è decisamente un soprannome migliore!

Fedor nasce nel 1976 a Rubizhne, città attualmente in Ucraina ma parte dell’Unione Sovietica al momento della sua nascita, ed inizia la sua formazione sportiva con il Sambo ed il Judo.
Il suo allenatore ricorda che a dieci anni Fedor era piuttosto debole fisicamente e non aveva un innato talento per il grappling. Le sue qualità migliori sono sempre state la perseveranza e una grande forza di volontà.
Dopo aver ottenuto un oro e un bronzo nei campionati nazionali di Judo (1997 e 1998), Fedor cominciò ad allenarsi nello striking e nel 2000, a 25 anni, iniziò a combattere in competizioni di MMA e Combat Sambo spinto da necessità economiche, come affermò lui stesso nel documentario andato in onda nelle tv americane prima del match contro Andrei Arlovski: “Avevo bisogno di soldi e quello era per me il modo più facile per farne. I miei successi sportivi hanno permesso a me e alla mia famiglia di vivere una vita agiata dal punto di vista finanziario, ma ancora oggi ogni volta che combatto nel mio avversario vedo una persona che mi vuole togliere tutto ciò che ho conquistato e vuole riportarmi a quei tempi di povertà… io non voglio e non posso permettere che questo accada”.

Anche grazie alle sue forti motivazioni Emelianenko si è rivelato un fighter di estremo successo sia nel Combat Sambo (7 ori nei tornei nazionali russi e 4 ori ai mondiali) sia nelle MMA (30 vittorie, 1 sconfitta e un No Contest).
Le prime 10 di queste 30 vittorie arrivano all’interno del circuito Rings, a quell’epoca uno dei più importanti al mondo. Oltre a vittorie contro avversari di valore, su tutti Ricardo Arona e Renato “Babalu” Sobral, in questi tempi si registra l’unica sconfitta nelle MMA del russo.
Poco dopo l’inizio del match contro Tsuyoshi Kosaka, Fedor viene colpito da una gomitata involontaria del giapponese che gli apre un profondo taglio sul viso.
Nel Rings i colpi di gomito erano proibiti. Normalmente il match sarebbe stato interrotto e giudicato un “No Contest”, ma dato che l’incontro di quella serata faceva parte di un torneo e all’organizzazione serviva assolutamente un vincitore, si decise di assegnare la vittoria del match a Kosaka.

Nel Giugno del 2002 iniziò l’avventura di Fedor nel PRIDE. Dopo aver vinto dominando i primi incontri con quotati avversari come Semmy Schilt e Heath Herring, nel 2003 arrivò la sfida per il titolo contro Rodrigo “Minotauro” Nogueira.
Nogueira era il campione dei pesi massimi PRIDE da 2 anni e grazie alle continue vittorie ottenute contro avversari competitivi, conseguenza diretta di un ottimo uso del brazilian jiu jitsu e una resistenza ai colpi fuori dal comune, veniva considerato una vera e propria leggenda in Giappone ed arrivava al match con i favori del pronostico.
Fedor sorprese tutti dando una vera e propria lezione di combattimento a Nogueira, dominando il match in piedi grazie alla maggiore rapidità e a terra dove l’esplosivo ground and pound del russo ebbe la meglio sulla temutissima guardia di Nogueira e permise così a Fedor di aggiudicarsi il titolo dei pesi massimi con una meritatissima vittoria per Decisione Unanime.
Con questa performance, oltre alla cintura, Fedor aveva attirato su di se l’attenzione di tutto il mondo delle MMA.

Fedor continuò a vincere durante il 2003. Tra questi match ricordiamo una dominante vittoria per TKO contro Gary Goodridge e una vittoria per sottomissione contro Kazuyuki Fujita; contro il giapponese Fedor stava controllando l’incontro ma durante uno scambio in piedi Fujita lo colpì alla tempia con un potentissimo destro e il russo barcollò vistosamente. Emelianenko riuscì comunque a riprendersi e mettere KO Fujita per poi finirlo rapidamente grazie ad uno strangolamento, tanto che la dirigenza del PRIDE nel 2004 si decise a creare un Grand Prix per pesi massimi con lo scopo di offrire a Fedor una sfida degna del suo talento.
Durante il torneo Fedor ebbe la meglio su avversari come Mark Coleman e Kevin Randleman. In quest’ultimo match Fedor vinse per sottomissione nel primo round dopo essere stato proiettato dal suo avversario con quello che in molti definiscono il più spettacolare supplex nella storia delle MMA, e in finale ritrovò come avversario l’ex campione Nogueira. Poco dopo l’inizio del match il brasiliano colpì accidentalmente Fedor con una testata che aprì un profondo taglio sulla fronte del russo; giustamente l’incontro venne giudicato un “No Contest” e la finale del torneo venne posticipata all’evento di fine anno PRIDE – Shockwave 2004.
Nogueira si comportò meglio rispetto alla prima occasione, ma Emelianenko controllò comunque il match aggiudicandosi meritatamente la vittoria per Decisione Unanime dei giudici.

Il russo dimostrò una tale superiorità in tutti gli incontri disputati che non solo cementò il suo status di migliore peso massimo al mondo, ma addirittura iniziò ad essere considerato da molti il miglior combattente di MMA di tutti i tempi.

Nel 2005 il PRIDE gli mise di fronte Tsuyoshi Kosaka, 5 anni dopo la sconfitta patita da Fedor nel Rings, ma questa volta per il giapponese non ci fu nulla da fare e perse l’incontro per TKO alla fine della prima ripresa.
Durante l’evento PRIDE “Final Conflict 2005″, da alcuni considerato il miglior evento di MMA di tutti i tempi, Fedor affrontò una delle sfide più dure della sua carriera contro il fortissimo striker Mirko “Cro Cop” Filipovic.
Emelianenko dimostrò grande versatilità vincendo ogni round del match e tenendo testa al croato anche durante le fasi di combattimento in piedi.

Il 2005 di Fedor si chiuse con la facile vittoria su Wagner “Zuluzinho” da Conceicao Martins, un avversario di quasi 400 libbre ma con pochissima esperienza e una preparazione tecnica quantomeno discutibile.

Nel 2006, viste le difficoltà economiche che perseguitavano la compagnia giapponese, il PRIDE tentò di sbarcare nel mercato delle PPV americane e Fedor vinse il rematch contro Mark Coleman per sottomissione durante il secondo round e successivamente la sfida contro lo striker neozelandese Mark Hunt che arrivava anch’egli da una vittoria contro Mirko Filipovic.

Dopo queste vittorie, il prossimo sfidante per Fedor sarebbe dovuto essere Josh Barnett, ma il fallimento del Pride impedì questo match.
In questo periodo ci furono i primi contatti tra Fedor e l’UFC, al termine dei quali il russo rifiutò l’offerta degli americani perché il contratto proposto era per lui troppo vincolante (tra le altre cose si proibiva a Fedor di competere nelle competizioni di Sambo) ed Emelianenko aveva maggiori prospettive di guadagno altrove.

Così nel 2007 Fedor vinse gli incontri con il wrestler americano Matt Lindland e il gigante coreano Hong Man Choi, fino a che non arrivò la firma del contratto con la neonata promotion Affliction.
Fedor sarebbe stato l’uomo immagine di una federazione che offriva al russo avversari di alto livello come Tim Sylvia, Andrei Arlovski e Josh Barnett.

Fedor umiliò Sylvia come nessun altro fighter aveva fatto prima e mise KO verso la fine della prima ripresa Arlovski. Nell’agosto del 2009 si sarebbe dovuta tenere la tanto attesa sfida contro Josh Barnett, ma il fighter americano risultò positivo ad un controllo antidoping pre-match facendo così saltare l’incontro ed il terzo (e ultimo) evento della promotion Affliction.

Dopo la morte di Affliction i contatti tra Fedor e l’UFC sono tornati ad essere frequenti, ma ciononostante non si è arrivati ad una collaborazione tra le due parti in causa.
L’UFC afferma di avere proposto a Fedor un’offerta faraonica, ma il management del russo sostiene che l’offerta non era così vantaggiosa come da loro comunicato ai media e che, dato che Fedor è sotto contratto con l’organizzazione russa M-1, un passaggio di Fedor in UFC sarebbe potuto avvenire solo se UFC e M-1 avessero avviato un processo di coproduzione per gli eventi futuri.
Come siano andate veramente le cose non lo sapremo mai, ma appare evidente che Fedor sia in qualche modo legato strettamente a M-1 e non possa scegliere la propria strada senza avere la compagnia accanto a se.

Le proposte del management di Fedor sono state invece accolte dalla federazione americana “Strikeforce” che con fighters come Fedor Emelianenko, Gegard Mousasi, Fabricio Werdum, Jake Shields, Nick Diaz e Alistair Overeem vuole ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama odierno delle MMA e in qualche modo sfidare l’attuale strapotere UFC.

L’esordio di Fedor nella gabbia della promozione americana è atteso per sabato 7 Novembre contro l’imbattuto Brett “The Grim” Rogers.

Roberto Riccardi
6 novembre 2009