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Affaritaliani.it del 14 giugno 2008

avatar di  Marco Bianchi
10 ottobre 2009

Ecco a voi il primo articolo che merita di dover essere segnalato nella nostra rubrica “Campagna contro la disinformazione”
Di seguito l’articolo originale, con in rosso le parti che necessitano della correzione riportata più in basso.

DONNE DA SOGNO E LOTTA ESTREMA. ECCO LA RICETTA HOT DI KING OF THE CAGE”

La grande popolarità della lotta in gabbia, negli Stati Uniti, deriva dalla varietà dello spettacolo offerto al pubblico. L’Ultimate Fighting Championship organizza gli eventi in arene da 20mila spettatori, nelle metropoli. Il World Extreme Cagefighting è stato creato dai proprietari dell’UFC per offrire combattimenti ancora più estremi. Il King of the Cage ed il Rage in the Cage vogliono accontentare il pubblico delle piccole città e delle case da gioco di seconda categoria. Tutte queste aziende, però, hanno qualcosa in comune: mettono le foto di bellissime modelle sui loro siti web, sui poster, su tutto il materiale pubblicitario per convincere i loro clienti a comprare i biglietti della manifestazione.
Gli appassionati della lotta in gabbia sono, in gran parte, uomini tra i 18 e i 34 anni che frequentano gli strip club, comprano le riviste sexy ed amano le belle donne. Quindi, gli organizzatori, li accontentano trasformando in dive anche le ragazze che portano il cartello con il numero del round. Alle conferenze stampa, queste magnifiche donne, vengono presentate tutte insieme, con indosso dei minuscoli top e calzoncini. Durante gli incontri, una alla volta, girano per il ring, indossando dei bikini che lasciano poco all’immaginazione.
Una delle organizzazioni che punta maggiormente sulla bellezza delle modelle è King of the Cage. Sul proprio sito, pubblica le foto di splendide bionde, brune, castane, orientali, latino-americane, per far capire che è in grado di soddisfare tutti i gusti. King of the Cage si distingue dalle altre sigle anche perchè raggruppa gli agonisti in dieci ategorie di peso: minimosca, mosca, gallo, leggeri, superleggeri, welter, medi, mediomassimi, massimi (da 93 a 119 chili) e supermassimi (+ 120 kg). Insomma, vuole dare proprio a tutti la possibilità di combattere, riducendo al minimo le differenze di peso (e quindi i rischi).
Gli incontri si svolgono sulla distanza di 2 o 3 riprese, ognuna di cinque minuti. Nell’UFC, le categorie sono cinque: leggeri, welter, medi, mediomassimi e massimi. Nel WEC, sono sei: gallo, piuma, leggeri, welter, medi e mediomassimi (gli atleti più pesanti, vengono mandati nell’UFC). Nella Rage in the Cage, le categorie di peso sono sette: gallo, leggeri, welter, medi, mediomassimi, massimi e supermassimi. La Rage in the Cage è l’unica organizzazione che prevede i combattimenti fra le donne. In definitiva, in un settore che sembrava prettamente maschile, il gentil sesso diventa sempre più importante.

Luca De Franco

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Fonte: http://www.affaritaliani.it/sport/kingofthecage100608_pg_2.html

 

 

    

DOVUTE CORREZIONI:
Il World Extreme Cagefighting (WEC) è stato creato nel 2001 da Scott Adams e Reed Harris che nulla avevano a che vedere con l’UFC. Anzi erano dei concorrenti. Nel 2006 è stato poi acquistato dalla Zuffa LLC (l’attuale proprietaria dell’Ultimate Fighting Championship).
Spiegato l’errore riguardante il “creato dai proprietari dell’UFC”, sarebbe curioso capire cosa si intenda per “per offrire combattimenti ancora più estremi” dato che lo sport è lo stesso, la gabbia è la stessa (anche se di dimensioni inferiori) e le regole anche. Probabilmente l’autore voleva in tutti i modi trovare un escamotage per inserire nel suo articolo la parola “estremo” che tanto fa presa sul pubblico.

Le “ring girl”, decisamente carine ed in costume, non sono né più e né meno quelle che passano durante gli incontri di Boxe e svolgono lo stesso identico compito. Potete andare a vedere i vari siti ufficiali di UFC, WEC e King of the Cage per vedere con i vostri occhi quante foto di donne ci siano. Evidentemente anche questo era un modo, da parte dell’autore dell’articolo, per attirare l’attenzione dei lettori.

Per quanto riguarda il punto in cui si afferma che gli spetttori di questo tipo di competizioni sono nella maggior parte dei casi, uomini che frequentano stripclub, preferirei stendere un velo pietoso, ma purtroppo non si può. Evidentemente l’autore preferisce disinformare piuttosto che essere coerente con i fatti. Secondo il suo parere dunque, migliaia di uomini vanno a vedere serate di Mixed Martial Arts (perchè questo è il nome dello sport) che durano ore, e non costano poco, solamente per vedere delle donnine, belle quanto si voglia, che tra un round e l’altro si fanno un giro intorno alla gabbia per comunicare al pubblico il numero del round che sta per iniziare. Un totale di 5 minuti di visione in una serata che dura ore. Davvero una bella considerazione dell’uomo da parte dell’autore.
Evidentemente rimane difficile pensare che nel mondo ci siano milioni di praticanti/appassionati di arti marziali o sport da combattimento, al quale piaccia andare a vedere atleti che si scontrano l’uno contro l’altro utilizzando le tecniche che i praticanti stessi, apprendono nelle proprie palestre.

Il King of the Cage pubblica sul proprio sito foto di bellissime ragazze “per far capire che è in grado di soddifare tutti i gusti”.. ?
Stiamo parlando di sport e non di sesso. Per quello ci sono migliaia di siti in rete, senza bisogno di andare a cercare le Mixed Martial Arts.

CONCLUSIONI:
Personalmente ritengo che questo sia l’articolo maggiormente disinformante fra tutti quelli letti finora (e non sono stati di certo pochi) riguardanti le Mixed Martial Arts. Anzi sulla “Lotta in gabbia”, dato che l’autore non si è neanche mai degnato di scrivere il nome dello sport trattato.
Un articolo che sostanzialmente non ha detto nulla.
Un lettore che non conosce questo sport potrebbe benissimo chiedersi: combattimenti? di cosa? sostanzialmente in cosa consistono? perchè sono nati e divenuti popolari? quali sono le regole? Ma l’autore ha ben pensato di evitare tutta questa parte “trascurabile” per concentrarsi su quello che è il VERO contenuto: la donna in costume che passa tra un round e l’altro.
Insomma un articolo di qualità e ricco di contenuti.


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